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12 APRILE 2018

La Banca Popolare di Cividale ha bandito un concorso di idee tra gli studenti e neolaureati in architettura di Trieste e Udine

Come sarà l’agenzia bancaria del futuro? Inedita iniziativa

VINCITORI EX AEQUO I PROGETTI DI IVAN BELLO E FRANKLIND JESKU (UNIVERSITA’ DI TRIESTE) E GREGORIO PANTANALI (UNIVERSITA’ DI UDINE)

CIVIDALE – “Bank experience. Una banca per la comunità” è il tema di un concorso di idee bandito dalla Banca Popolare di Cividale riservato agli studenti e neolaureati in Architettura delle Università degli studi di Trieste e di Udine che ha come oggetto la progettazione sperimentale di un’agenzia bancaria. Alla base di tale progettazione ci sono tre delle 67 filiali della Popolare in vista di un loro prossimo restyling - Trieste-corso Italia, Remanzacco e San Giovanni al Natisone – ritenute significative per dimensione e natura del contesto urbano. La commissione giudicatrice composta dalla presidente dell’istituto di credito Michela Del Piero, dal consigliere di amministrazione Riccardo Illy e dai professori Giovanni La Varra (Università di Udine) e Giovanni Corbellini (Università di Trieste) ha visionato i 20 progetti pervenuti dai futuri architetti che nell’elaborato hanno tenuto conto dei criteri di sostenibilità ed efficienza energetica, qualità e innovazione, inclusione e coinvolgimento dei soci, clienti e residenti. Si sono aggiudicati ex aequo il primo premio da 4 mila euro ciascuno i progetti presentati da Ivan Bello e Franklind Jesku dell’ateneo triestino e da Gregorio Pantanali dell’università di Udine. Entrambi i gli elaborati si sono occupati della rivisitazione della filiale di Trieste. Al 3° posto si è piazzato il progetto di Marco Giacò e Luca Zamuner, sempre dell’ateneo udinese, a cui è anadato il premio di 2 mila euro. La cerimonia delle premiazioni si è tenuta presso la sala del cda della banca cividalese,  nella nuova sede centrale, alla presenza di tutti i componenti della giuria esaminatrice e dei partecipanti al concorso. Tutti gli elaborati sono inoltre oggetto di una mostra allestita nel salone della sede di piazza Duomo della stessa banca per essere visionati dagli stessi autori e dal pubblico.

 Il sistema creditizio italiano è in profonda trasformazione: nei prossimi 3-4 anni, in base ai progetti presentati dai 10 maggiori gruppi bancari, la rete degli sportelli registrerà 3.300 chiusure di agenzie (oltre un decimo della rete attuale). D’altro canto, i correntisti on line sono in continua crescita: a marzo 2017 erano 17,6 milioni, di cui 6 milioni utilizzano smartphone e app. Senza contare il progressivo inserimento di self area a sostituire i tradizionali sportelli. Però ancora tre quarti della clientela, in generale, non rinuncia al rapporto con la filiale almeno per le operazioni più complesse. Gli istituti di credito, pertanto, sono chiamati a effettuare scelte inedite e innovative. Come sarà la nuova agenzia bancaria? Il quesito se l’è dunque posto la Banca Popolare di Cividale che, da poco compiuti i 130 anni dalla sua fondazione, ha voluto guardare al futuro attraverso questo concorso di idee per cercare di offrire spazi più funzionali e adeguati alla comunità e all’evoluzione della clientela in un rapporto di centralità del fruitore e in vista di una banca sempre più aperta e disponibile nei confronti del territorio e dei propri interlocutori. “Con Bank Experience abbiamo invitato ad ideare una banca del futuro, con apertura, visionarietà, audacia, immaginando uno spazio osmotico capace di introdurre al suo interno il fermento così come le tensioni del territorio nel quale si trova: un’occasione di ricerca ma anche una concreta opportunità di dare alle idee di una banca che ha fondate radici nel territorio”, spiega il prof. La Varra. ”I partecipanti sono ancora lontani dalla gestione diretta degli aspetti finanziari ed economici della vita; proprio per questo chiedere a chi ha poco più di vent’anni di immaginare la banca del futuro vuole dire misurarsi con visioni inaspettate, cogliere le aspettative dietro i disegni, le speranze e le incertezze dietro le immagini: un implicito segno di fiducia nel futuro. La presentazione pubblica dei progetti è un modo per iniziare una fase di riflessione più ampia per elaborare, sulla base delle visioni degli studenti, attraverso quali forme di comunità potremo pensare il nostro stare assieme”, conclude il docente universitario.

 

 
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