TI TROVI: / Assemblea dei soci della Banca Popolare di Cividale
28 APRILE 2018

Assemblea dei soci della Banca Popolare di Cividale

La presidente Michela Del Piero: “Non permetteremo a nessuno di scalarci”

ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA BANCA POPOLARE DI CIVIDALE

ORA E’ UFFICIALE: “CIVIBANK” E’ IL NUOVO NOME DELL’ISTITUTO FRIULANO

APPROVATO IL BILANCIO 2017 - NUOVI FINANZIAMENTI PER 370 MILIONI DI EURO E RACCOLTA INDIRETTA OLTRE IL MILIARDO

 

CIVIDALE – Ai pochi azionisti che chiedono da anni la trasformazione della banca cooperativa in una spa la presidente della Banca Popolare di Cividale Michela Del Piero, nella sua relazione introduttiva dell’assemblea dei soci, ha risposto in maniera molto chiara: “Non permetteremo a nessuno di scalarci. All’indipendenza finanziaria si contrappone solo la totale dipendenza finanziaria”. Forte e fiero della sua autonomia che dura da 131 anni (1886 anno di fondazione), l’istituto di credito friulano (67 sportelli operativi in 7 province del Nordest, 16 mila soci e 587 dipendenti) è uscito dall’assemblea ricevendo l’ampio consenso alle linee strategiche formulate dal cda da parte dei soci che hanno approvato il bilancio 2017 a grande maggioranza (circa una novantina i contrari). Celebratasi come di consueto nel duecentesco centro San Francesco della città ducale, l’assemblea ha visto la partecipazione di 682 azionisti portatori in proprio o per delega di 1109 voti che hanno approvato tutti gli argomenti all’ordine del giorno proposti dagli amministratori, compresa la riconferma del vicepresidente Andrea Stedile, unico consigliere in scadenza.

Il problema della negoziazione delle azioni è stato il principale tema del dibattito assembleare. Pur essendo quotati dallo scorso anno su una nuova piattaforma di negoziazione, l’Hi-mtf, i titoli della ‘Cividale’ risentono della generale sfiducia del mercato causata in buona parte dalle recenti vicende che hanno travolto alcune Popolari italiane e venete in particolare. Non solo l’assemblea ha approvato la modifica statutaria che prevede il cambio della ragione sociale dell’istituto in Civibank, anche ai fini commerciali e di marketing, ma ha pure approvato, come proposto dal cda, l’istituzione di un fondo acquisto di azioni proprie dotato di 2 milioni di euro prelevati dalle riserve che ora attende l’approvazione del regolamento attuattivo. 

Il direttore generale Federico Fabbro ha evidenziato i principali risultati operativi conseguiti nel 2017. “La Popolare ha erogato nuovi crediti a famiglie e imprese per 369 milioni di euro (+ 10,8%) a dimostrazione del determinante ruolo di supporto all’economia locale che svolge, ha registrato un incremento del 7,7% della raccolta gestita mentre l’indiretta per la prima volta supera il miliardo di euro. Inoltre ha consolidato la propria solidità con un coefficiente patrimoniale di tutto rispetto (CET1 Ratio ‘Fully loaed’ al 13,38%), ha ridotto il flusso dei crediti deteriorati del 43% e ha visto crescere la propria clientela con oltre 1700 nuovi rapporti attivati nell’anno”. I ricavi da servizi segnano un + 21,3%, i proventi operativi netti, pari a 102,3 milioni di euro, crescono dell’1,2%, l’indice di copertura dei crediti e tra i più elevati in Italia, mentre il piano di riduzione degli NPL prevede un  calo del 31,9 % a fine 2020 passando dagli attuali 339 a 231 milioni.

La presidente parla di “una positiva evoluzione che conferma l’emergere dei primi segnali di ripresa economica”. Infatti, il risultato netto della gestione operativa si attesta a 28,9 milioni di euro, per quanto l’utile netto di 753 mila euro sia stato condizionato anche quest’anno dagli accantonamenti al fondo nazionale di risoluzione (salva banche) e al fondo interbancario tutela depositi per 3,7 milioni di euro che si aggiungono ai 13,2 milioni di euro versati nei due precedenti esercizi. Senza contare i costi della migrazione informatica che ammontano a 2,5 milioni.

Nel dettaglio si evince dal progetto di bilancio che sarà sottoposto all’assemblea dei soci convocata per il 28 aprile prossimo quanto segue:

la raccolta diretta registra una consistenza di 2.562 milioni (+0,3% rispetto allo scorso anno);

la raccolta indiretta sale a 1.023 milioni di euro rispetto ai 974 milioni del 2016;

i crediti verso la clientela si attestano a 2.624 milioni (+0,1%), mentre i nuovi finanziamenti sono stati di 369 milioni di euro di cui 150 milioni a privati e famiglie (+ 3%) e 219 milioni alle imprese (+16,9%). Da sottolineare che la generazione di nuovi NPE (Non performing exposure) risulta in costante diminuzione (- 43% su base annua) a conferma del superamento della fase più acuta della crisi.

Il patrimonio netto a fine 2017 risulta essere di 301,6 milioni di euro, mentre i coefficienti patrimoniali si attestano rispettivamente a 13,10% il Common Equity Tier 1; 13,10% il Tier1 ratio ‘pashed in’ e 13,55% il Total Capital ratio ‘


“Consapevoli di essere rimasti l’unico istituto di credito indipendente del Nordest – ha affermato la presidente Del Piero – vogliamo continuare ad essere quel presidio creditizio fondamentale per la nostra che abbiamo rappresentato fino ad oggi. Autonomi non significa essere isolati, ma ricercare quelle forme di collaborazione con partner finanziari strategici per far fronte alle trasformazioni che il mercato nazionale ed internazionale ci pone innanzi”.

 

 
Stampa la pagina
Twitter
Like Facebook
Google Plus