| LA BANCA NEGLI ANNI ’90: il depauperamento del sistema bancario locale |
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Gli anni ’90 vedono naufragare l’ipotesi, avanzata dal presidente Lorenzo Pelizzo, di costituire un’unica banca popolare friulana, tramite l’aggregazione delle varie banche popolari locali.
In controtendenza con l’evoluzione complessiva del sistema creditizio del Friuli Venezia Giulia che, nel corso degli anni, assiste alla progressiva confluenza in gruppi bancari extra-regionali della gran parte delle banche locali, la Banca Popolare di Cividale porta avanti un progetto che mira a coniugare localismo e globalizzazione mantenendo, al contempo, la più ampia autonomia possibile.
Negli anni compresi tra il 1985 e il 1998, infatti, una quindicina di banche locali confluiscono in gruppi bancari nazionali o di altre regioni, trasformando quindi lo scenario creditizio del Friuli venia Giulia e comportando, in particolare, lo spostamento dei centri di comando al di fuori dei confini regionali, pregiudicando l’autonomia creditizia della stessa regione.
La prima tappa di questa strategia viene realizzata nel 1994, anno in cui la Banca sceglie di stringere un’alleanza commerciale con Deutsche Bank S.p.A., un importante gruppo bancario internazionale, con l’obiettivo di offrire ai clienti la vicinanza di una banca locale e la varietà dei servizi di un grande gruppo bancario.
Nel frattempo prosegue l’apertura di numerose filiali, espandendo gradualmente la presenza dell’Istituto in tutto il territorio della regione Friuli Venezia Giulia e moltiplicando, nel giro di un decennio, il numero degli sportelli ( passati dai 18 del 1993, ai 49 sportelli del 2005).
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